Xfce e Debian

Schermata con Thunar da sito Xfce

Dopo quanto scritto in precedenza, arrivo a trattare di una specifica scelta di installazione di Debian. Dicevo che per i miei personali criteri le novità in assoluto poco spesso sono preferibili rispetto alla prevedibilità e alla stabilità del sistema. Ma quale Desktop manager scegliere? Xfce mi è sembrata una soluzione che è prevedibile nel suo utilizzo e leggera, pur non essendo estremamente spartano.

Mentre stavo facendo prove e mi accingevo a scrivere questo post, sono stato preceduto da LinuxEasy, che ne spiega vari aspetti.

Riscoprire xfce#

Xfce, un ritorno a qualcosa che avevo provato già tanto tempo fa, si è imposto alla mia attenzione per un dettaglio, che me lo ha fatto riapprezzare.

Ho usato GNOME per gli ultimi due anni, anche perché era già preinstallato sulla mia macchina, e volevo vedere come era divenuto nelle sue ultime versioni. Detto fra noi, non mi sono mai abituato alla sua impostazione. Non tanto la modernità dell’approccio, come si dice del tipo di metafora per la scrivania. Ma per la pretesa di semplificare al massimo, di nascondere le opzioni, semplicità che significa d’altra parte che per ottenere una cosa fuori dal previsto devi smanettare più che in altri sistemi. È un po’ l’approccio Apple: “sappiamo noi, quello che ti serve”.

Il casus si è presentato quando mi è stato chiesto di fornire un gestore di file su Linux che mostrasse le anteprime dei pdf e delle immagini. Non però delle icone più o meno grandi, nelle quali del pdf non si legge quasi niente, ma proprio delle vere anteprime, come su Esplora risorse di Windows d’altronde. Ero certo che Nautilus (il gestore file di GNOME) lo facesse, me lo ricordavo che si poteva fare, e allora sono andato a cercare come attivare l’opzione. Ho scoperto però già da qualche tempo era stato deciso di togliere questa feature, questa possibilità.

Ho iniziato a cercare allora soluzioni alternative e, strano a dirsi, Thunar (il gestore file di Xfce) lo faceva egregiamente e semplicemente. Se si vuole l’anteprima in una sidebar a destra basta mettere nelle preferenze di Thunar (si trovano nelle preferenze di Xfce) “autonomo” nella modalità di visualizzazione immagini del pannello laterale.

È possibile, mi sono chiesto allora, che carichi un sistema, certo graficamente bello -e ci vuole anche quello- ma che per fare un’operazione semplice mi costringa ad installare un altro gestore? Allora tanto vale avere un sistema relativamente semplice e poi in caso caricare qualche applicazione più complessa su quella base. Come Xfce, per l’appunto. (Nota bene: mi direte “potevi usare quest’altro programma xyz, ma il mio discorso è generale indipendente da una o altra soluzione).

Xfce leggerezza#

Xfce è stabile ed è nelle funzionalità quasi immutato da anni. Mantiene quell’approccio tradizionale al Desktop, ma leggero. Con tutte le applicazioni di base coordinate e anche con una gestione di temi per rifinire come si vuole l’aspetto estetico.

Non è il più leggero come consumo di risorse o spazio di installazione. Ci sono Windows manager più leggeri, che vanno assemblati con programmi minimali. La leggerezza estrema, però, serve, da un punto di vista informatico, per sistemi veramente vetusti. Con una limitazione nell’usabilità e spesso nel corredo di programmi. Xfce cerca invece una via di mezzo fra leggerezza e completezza dell’offerta.

Post-installazione di Debian Xfce#

Una volta installata Debian nella versione Xfce ci troviamo già un sistema ben funzionante.

Ho, per le mie necessità, installato TeXlive con gli extra per i font e pdfx. La calcolatrice: galculator, webp, libreria per vedere direttamente in Thunar le immagini .webp, appunto, e numlockx.

Quest’ultimo va lanciato all’inizio per avere il tastierino numerico già settato all’avvio. Una fissa, direte voi, ma per me è ovvio. Basta inserire in /etc/lightdm/lightdm.conf dopo [Seat:*]

greeter-setup-script=/usr/bin/numlockx on

Ho anche disinstallato pacchetti come fortunes o xiterm+thai e pacchetti relativi, installati di default su Debian Xfce, che a me non servivano.

Ho installato poi hugo, con cui è fatto questo sito, però direttamente da .deb fornito direttamente dal sito ufficiale. Questo pacchetto funziona bene in quanto ha poche dipendenze (c’è già la versione di base in Debian solo che è molto datata in confronto alla velocità degli aggiornamenti). Ciò evita di installare Snap, mentre per Flatpak non è previsto alcun pacchetto.

Un discorso a parte sono i pacchetti che non ci sono in Debian (cosa piuttosto rara) o che vogliamo nelle versioni più recenti. Se abbiamo molte di queste applicazioni può essere d’aiuto i già citati Flatpak o Snap, con tutte le differenze del caso. Però si possono avere anche i pacchetti in formato AppImage che contengono tutte le dipendenze.

Ho scelto quest’ultima soluzione per avere le applicazioni, che non siano in una directory apposita (infatti controllo ciò che installo e non faccio prove azzardate) e perché non me ne servono molte.

Per semplificarne la gestione, prima di tutto ho provveduto ad installare un gestore di AppImage: AppManager, che è sempre una AppImage con cui controllare la correttezza dell’immagine e “installarla” nel sistema, per cui viene anche inserita l’applicazione nel menu del nostro sistema.

Così ho poi installato quelle applicazioni che mi servivano: TeXStudio, Kdrive e altre come Kdenlive, che da installare con apt (il gestore di pacchetti di Debian) si porta dietro una grande varietà di software per Kde. C’è l’AppImage ufficiale, che funziona ottimamente e grazie a AppManager si può mettere ad esempio il parametro per aumentare il font della UI:

QT_SCALE_FACTOR=1.2

Invece, un editor come VSCodium non ha però un analogo AppImage e bisognerebbe ricorrere a Snap o Flatpak, non volendolo fare sono ritornato a Geany, che usavo tempo fa con profitto. VSCodium è un ottimo programma, ma a volte è macchinoso nei settaggi dei plugin. Ad esempio volevo degli snippet per Hugo e c’è un plugin apposito, dove però li dovevo settare nel modo che servivano a me.

Con Geany, pur nel suo approccio tradizionale, si possono aggiungere facilmente gli snippet (stringhe da inserire con una sigla) che si desiderano. Quel facilmente è importante e dipende anche dal fatto di avere un sistema dove i plugin siano meno, come numero, e sopratutto più integrati con il programma principale.