È un classico del cinema. È uno di quei film con una lunga storia, che vuole essere la storia di un tempo. È uno dei primi film che vuole ridare dignità ai nativi americani, che erano stati tratteggiati nei primi film western solo come feroci selvaggi.

Molto interessante è che ciò che dicono gli indiani, in particolare il vecchio capo, è ripreso pari pari da memorie di autentici capi indiani del periodo cui si riferisce il film. Il film, almeno nelle sue parti indiane più intese, diviene la trasposizione cinematografica, tramite l’inserimento in una trama di fantasia, di una cultura indiana che i bianchi, quelli sì rozzi e violenti, stanno per distruggere.

Ad un certo punto il grande capo, dice che i bianchi uccidono e uccidono perché credono che tutto sia mortale.

Ma come non erano cristiani, e non sono i cristiani a credere nella resurrezione? Eppure nel loro comportamento quelle persone dimostrano di pensare che tutto sia mortale, sia tutto qui. Se pensiamo che molti cristiani non credono veramente nella resurrezione, e ci sono anche pastori e preti con non lo credono veramente, ci si accorge che le parole del vecchio capo indiano sono vere, per molti anche se non per tutti.

Pubblicato da Stefano

Stefano dopo un passato da informatico fa adesso il pastore evangelico, anche per questo ha una visione critica della tecnologia e dei miti che vi vengono accompagnati.