Mi chiederete che c’è oltre del divertimento in “Be Cool”? Mi interessa perché è in mezzo a gag e sparatorie, un film sulla paternità.

È fin dall’inizio chiaro che al protagonista interessa la moglie, già grande, del suoa amico, che muore alla seconda scena del film.

Quando va a vedere la ragazza che vuole vederlo, ha una grande ammirazione per lei, ha sorrisi esagerati, si informa di come ha iniziato. E lei, guarda caso racconta del padre, che non c’è più.

Decide di essere il suo agente e comincia a proteggerla. Ma si capisce ancor meglio, quando spiega al cantante degli Aerosmith che ha scritto la sua più intenda canzone quando era diventato padre.

È come se Palmer avesse –forse inconsciamente– deciso di cambiar vita, di divenire padre. E sceglie la giovane cantante come una figlia da far felice. Ed in questo è aiutato da una donna che fa le veci, perché no, della mamma.

Non è il solo tema, ma per me è il più accattivante, quello che dà al film uno spessore diverso da latri filmetti del genere.

Pubblicato da Stefano

Stefano dopo un passato da informatico fa adesso il pastore evangelico, anche per questo ha una visione critica della tecnologia e dei miti che vi vengono accompagnati.