Inviato da ste il Ven, 04/01/2013 - 14:46
Uno dei principi della Riforma è, come ho anche scritto qui: Solo la Scrittura.
Questo principio però al pari degli altri non è un'invenzione dei riformatori, ma la riscoperta di un principio antico. Da subito infatti alcune chiese cristiane cominciarono a conservare e a leggere periodicamente le lettere di Paolo. Poi gli evangeli e gli atti e altre lettere. Si venne poi a poco a poco a formare un corpus di scritti giudicati affidabili, perché in linea con quanto le chiese in cui c'erano stati apostoli o loro discepoli predicavano.
Inviato da ste il Gio, 01/09/2011 - 00:00
Stiamo sopra le rovine della frana di Piuro e pensiamo alle persone che sono perite così repentinamente.
Inviato da ste il Gio, 07/07/2011 - 21:53
Gesù vedeva che ad accogliere il suo messaggio di grazia e di amore erano soprattutto persone semplici, non istruite, umili: i piccoli come li definisce. Mentre coloro che, come gli scribi e i sacerdoti, erano le persone dotte e istruite, anche nelle antiche Scritture, erano sorde alle sue parole, le rifiutavano e rifiutavano anche Gesù come Messia, come Salvatore.
Ecco allora che Gesù ebbe delle parole di lode per il Signore, perché è dalla parte dei deboli.
Inviato da ste il Dom, 13/03/2011 - 22:40
Questo è il titolo della campagna 2011 di Pane per tutti - Sacrificio quaresimale. Il tema di quest'anno si concentra sulle ricchezze dell'Africa "nera" a confronto con la miseria delle popolazioni.
Inviato da ste il Dom, 09/01/2011 - 00:00
Inviato da ste il Mar, 01/01/2008 - 00:00
Al tempo della Riforma ci fu una divisione fra le chiese riformate e le chiese anabattiste. Questa divisione portò anche a conseguenze tragiche, nel quadro di intolleranza del periodo.
Ancora oggi però sono validi i motivi teologici di quella divisione, che percorre le chiese evangeliche, alle volte trasversalmente. Spesso si dice ci siano posizioni liberali o conservatrici, ma non è questo il punto. Il punto è se si pensa che la chiesa debba essere plurale o uniforme.
Inviato da ste il Gio, 29/09/2005 - 00:00
Il Re Leone è un film sulla vocazione.
Il film si apre con il battesimo del futuro re delle “Terre del Branco”. Rafiki è il sacerdote di questo rito. E chiari sono i simboli e i segni. C’è del liquido posto sulla fronte, ed è il battesimo con l’acqua, c’è il raggio di luce che scende fra le nuvole al momento dell’acclamazione, il simbolo del battesimo di Spirito, che investe di una vocazione tutta particolare il piccolo leoncino, per ora ignaro.