DWM

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minimalista e semplice

dwm è un window manager davvero minimalista, ma nello stesso tempo semplice e pratico da usare.

È costituito da un unico file eseguibile, i sorgenti scritti in C hanno meno di 2’000 linee di codice. Le finestre sono massimizzate e si dividono lo spazio disponibile (tiled), ma possono anche essere fluttuanti.

Non ci sono file di configurazione, di solito se si vuole modificare qualche elemento (come i font del menu oppure le associazioni dei tasti) si devono scaricare i sorgenti (presenti in varie distribuzioni come Debian e ArchLinux.), modificare il config.h dove sono raccolte le variabili e ricompilare. In ArchLinux questa procedura è semplificata grazie al sistema ABS.

In Fedora il tutto è molto più semplice. Infatti grazie al programmino dwm-start (che viene installato insieme a DWM), basta avere nella propria home nella directory del programma: .dwm, il file config.h. Ad ogni partenza dwm-start controlla se quel file è stato modificato, se lo è stato ricompila il tutto così da avere il nostro DWM con i nuovi settaggi. La ricompilazione e la partenza sono naturalmente veloci e il tutto avvine in meno tempo che Gnome a partire.

Come si usa?

All’apertura si ha una barra superiore in cui si hanno dei numeri, un simbolo, uno spazio vuoto e la data e l’ora1. Lo spazio vuoto sarà riempito dal nome della finestra visualizzata.

I numeri rappresentano i "tag". Di solito in Linux i vari window manager hanno quattro o più desktop su cui sistemare le finestre. In DWM lo stesso effetto si ottiene in maniera diversa, con i tag associati alle finestre. Facciamo un esempio: con Mod+Shift+Return si apre un emulatore di terminale. Visto che siamo all’inizio gli sarà assegnato il tag numero 1. Si può vedere infatti comparire sulla barra superiore un quadratino pieno che denota l’esistenza di una finestra.

Con Mod+2 si visualizzano le finestre del secondo tag, un po’ come spostarsi al secondo desktop. E via dicendo per gli altri 9 tag. Ritorniamo al primo e dalla finestra dell’emulatore di terminale diamo Mod+Shift+2. In questo modo abbiamo associato il tag 2 alla nostra finestra e dunque scompare alla vista. In fase di personalizzazione si possono impostare delle parole invece che dei numeri per i tag. Si possono avere anche finestre associate a più tag.

Se dal tag in cui siamo vogliamo aprire un’altra finestra, questa prenderà una parte dello schermo. Quale delle due finestre avrà il fuoco lo si vedrà da un bordino colorato attorno. Si potranno alternare le finestre dalla parte più grande o meno con Mod+Return. Tutte le scorciatoie da tastiera le troverete nelle pagine di man. Non ce ne sono tante, quelle indispensabili per operare tutto da tastiera.

Infine qui un esempio di config.h modificato da me con incluse due ulteriori visualizzazioni da scaricare a parte dal sito.

  • 1. Se così non fosse bisogna che alla partenza si dia un comando come: xsetroot -name "exec date". Ma in realtà si potrebbe avere anche l'indicazione della temperature del la CPU, basta usare in xsetroot il giusto comando.