Cinema

In questa categoria recensioni a modo mio.

Il Pianeta Delle Scimmie

Non si può capire realmente il film, che è del 1968, se non si è vissuti o se non si conosce il clima che si viveva quando il film fu girato. Si sentiva realmente il pericolo che qualcuno, fra sovietici e americani, iniziasse una guerra che portasse alla distruzione nucleare di tutta la terra. Non è che adesso non ci siano più le bombe nucleari, ma certo lo scenario è realmente diverso.

Una vita difficile

una scena dal film

Attraverso la storia di una persona, si attraversa la Storia di una nazione. Con questa idea peraltro classica, viene costruito un film coinvolgente e per niente didascalico. Questo perché, come ricordava Dino Risi il regista del film, lo sceneggiatore aveva messo nella storia molto della sua biografia.

Una vita difficile (film del 1961 di Dino Risi, soggetto e sceneggiatura di Rodolfo Sonego con Alberto Sordi e Lea Massari), ci porta dalla guerra fino al boom.

Piccolo grande uomo

Una scena di Piccolo Grande Uomo

È un classico del cinema. È uno di quei film con una lunga storia, che vuole essere la storia di un tempo. È uno dei primi film che vuole ridare dignità ai nativi americani, che erano stati tratteggiati nei primi film western solo come feroci selvaggi.

La banda degli onesti

Una scena da La Banda degli onesti

L’approfittarsi e la corruzione in Italia vengono da lontano. È una mancanza di senso dello Stato, è fregarsene degli altri, è l’elogio della furbizia, è la mancanza di una visione meno piccina del mondo, della vita, del proprio paese (ed era così anche durante il fascismo).

Nel film la Banda degli onesti l’antefatto e le motivazioni degli onesti, che li portano a formare la “banda”, che poi non sarà tale, sono da manuale.

Anni ruggenti

Anni ruggenti è un film, inusuale, sul regime fascista. Scherzoso, pieno di battute, mostra come il fascismo fosse molta propaganda e anche molta corruzione. E come non avesse proprio risolto, pur con la propaganda dei treni che arrivavano in orario, i problemi italiani.

Il delitto Matteotti

Matteotti

Del fascismo molti vogliono accreditare un’immagine di dittatura, sì, ma bonaria, come se ci fossero stati certamente eccessi e errori –e chi non ne fa– su una buona idea e azione.

Questo non è vero, ce lo dicono vari fatti: la sistematica distruzione delle “Case del popolo”; le intimidazioni, le percosse e l’olio di ricino; la morte di Gobetti per le botte ricevute; i tribunali speciali; e poi le leggi razziali e la politica di guerra…

Be Cool

John Travolta e Uma Thurman in una scena di Be Cool

Mi chiederete che c’è oltre del divertimento in “Be Cool”? Mi interessa perché è in mezzo a gag e sparatorie, un film sulla paternità.

È fin dall’inizio chiaro che al protagonista interessa la moglie, già grande, del suoa amico, che muore alla seconda scena del film.

Quando va a vedere la ragazza che vuole vederlo, ha una grande ammirazione per lei, ha sorrisi esagerati, si informa di come ha iniziato. E lei, guarda caso racconta del padre, che non c’è più.

Petrolini

Petrolini interpreta Nerone

In pieno regime fascista un comico popolarissimo a quel tempo, Petrolini, prende in giro platealmente Mussolini. Petrolini aveva scritto lo spettacolo Nerone già alla fine della prima guerra mondiale. Quando però nel 1930 Blasetti lo riprende in un film è chiaro che nello spettacolo Petrolini mette in scena una presa in giro del dittatore, con le mosse della mandibola e con quell’andare al balcone, oltre che sulla battuta dell’importanza di parole difficili per ammaliare il popolo.

Hairspray

Un film che è come una favola, una favola di come sarebbero dovute andare le cose, negli Stati Uniti degli anni sessanta. Nessuna discriminazione, ma il sogno americano per tutti, bianchi e neri, magri e grassi, vecchi e giovani.

Ho visto in Italia presentare il film con lo slogan: "Grasso è bello", come se questo fosse l’assunto del film, invece Hairspray è un’altra cosa. Infatti non è una parodia dei grassi che li prende in giro sotto sotto con superiorità, ma l’affermazione che non è l’aspetto che conta, ma la personalità di ognuno.

Re Leone

Il Re Leone è un film sulla vocazione.

Il film si apre con il battesimo del futuro re delle “Terre del Branco”. Rafiki è il sacerdote di questo rito. E chiari sono i simboli e i segni. C’è del liquido posto sulla fronte, ed è il battesimo con l’acqua, c’è il raggio di luce che scende fra le nuvole al momento dell’acclamazione, il simbolo del battesimo di Spirito, che investe di una vocazione tutta particolare il piccolo leoncino, per ora ignaro.

Pagine

Subscribe to RSS - Cinema