Ultrabook

Vera novità o solo un nuovo nome per un vecchio prodotto?

Da un po’ di tempo si trova in giro la pubblicità di questi ultrabook, un nuovo tipo di portatili che tendono ad essere molto veloci ma piccoli e maneggevoli.

Il classico portatile è veloce, ma, avendo uno schermo che varia fra i 15 e 17 pollici e un peso di 2.5-3 Kg e una batteria che spesso non dura piu’ di un ora e mezza è portatile si’, ma non è fatto per lavorare in viaggio. Puo’ stare in una valigia ma non è affatto pratico lavorarci, ad esempio, in treno, oppure da portare ogni giorno in cartella. Esistono tablet e subnotebook (come ad esempio l’Aspire One che, pero’, pur essendo pratici non riescono a sostituire del tutto un computer, le prestazioni sono scarse e lo schermo è davvero troppo piccolo. Nasce cosi’ la necessità di avere un computer davvero portatile, senza pero’ rinunciare quasi a nulla.

I primi a stare fra un netbook e un notebook sono stati i Macbook Air, ma non creavano ancora questo tipo nuovo: gli ultrabook.

Certo nascono sempre nuove definizioni, come per i generi musicali, dove la musica classica copre centinaia di anni e per gli ultimi 30 anni abbiamo creato decine di generi. Cosi’ abbiamo i Desktop, migliaia di modelli con un solo nome, e i portatili che hanno, ormai, tante classificazioni.

Le caratteristiche classiche di un ultrabook sono queste:

Schermo da 11.6’‘-13.3’’ Peso che varia fra 1 e 1.5 Kg Processore molto veloce di nuova generazione (intel i5, i7) Disco SSD, leggero, molto veloce in lettura e dai consumi ridotti Assenza di lettore CD/DVD Durata della batteria circa 7 ore

Mentre con un tablet o un netbook occorre, quasi sempre, avere un computer fisso di appoggio l’ultrabook si puo’ facilmente adattare anche all’uso quotidiano e in casa. Le pecche che ha sono infatti facilmente compensabili, in quanto non sono date dalla velocità o dalla mancanza di ram, ma dalla mancanza del lettore ottico, dal disco spesso relativamente piccolo e dallo schermo di dimensioni ridotte.

Con un HD e lettore DVD esterni, volendo tastiera e mouse wireless, ed, eventualmente ma non necessariamente un monitor un poco piu’ grande possiamo rendere il nostro ultrabook un perfetto fisso, per poi staccarlo e avere il nostro portatile davvero portatile.

Per tirare le conclusioni l’ultrabook non è un prodotto completamente nuovo che nasce dal nulla ma un’evoluzione del notebook che prende però alcune caratteristiche positive dal netbook per cercare un buon compromesso fra prestazioni e portabilità. Quindi non si tratta di un semplice nome affibbiato ad un solito portatile vecchio stile, anche se i Macbook air (che esistono da qualche anno) potevano già essere considerati ultrabook.

Secondo me questa è una novità che sarà sempre più presente sul mercato, ma dovrà combattere per ritagliarsene una fetta con prodotti ‘vecchi’ e nuovi (come ad esempio i tablet).